NUOVI ORIZZONTI PER IL RISCALDAMENTO A PELLET?

In molti paesi le vendite di impianti di riscaldamento a pellet sono diminuite a causa dei bassi prezzi del petrolio rispetto al 2012. E’ in arrivo una inversione di tendenza? Dopo anni di crescita molto dinamica, le vendite di caldaie a pellet sono diminuite in molti mercati a causa del calo dei prezzi del petrolio in modo abbastanza drammatico. Nel 2018 le vendite in Austria, Germania e Francia erano circa la metà del 2012. I mercati delle stufe a pellet non hanno sofferto molto ma anche loro hanno mostrato cifre in calo.

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SULLA CRISI CLIMATICA

Con la nuova attenzione che la crisi climatica sta ricevendo negli ultimi tempi, questa situazione sta cambiando radicalmente. Mentre gli effetti del cambiamento climatico diventano evidenti in tutto il mondo, e in vista dell’ampia copertura mediatica di questo argomento, i responsabili politici stanno prendendo sul serio la decarbonizzazione. Ciò è degno di nota a livello europeo, dove la nuova commissione si è impegnata a compiere uno sforzo senza precedenti per ridurre le emissioni di CO2. E’ anche degno di nota a livello nazionale, poichè i partiti verdi si rafforzano ogni giorno e i governi stanno affrontando la questione del clima come in Francia o Germania o stanno formando coalizioni con partiti verdi come in Austria. Ciò sta portando a nuove politiche che sono destinate a portare a un sostanziale rilancio del riscaldamento a pellet.

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GERMANIA E RUSSIA

La Germania può anche vantare una maggiore attenzione dei responsabili politici sul tema della decarbonizzazione. Ciò è probabilmente legato alla possibilità che il partito verde diventi la forza politica più potente alle elezioni di quest’anno. Sono ora disponibili sussidi molto interessanti per le caldaie a pellet, che coprono il 45% dei costi totali di investimento. Sono in corso discussioni sull’introduzione di tasse sul carbonio che potrebbero incoraggiare la volontà dei tedeschi a cambiare il loro sistema di riscaldamento.
La Russia, nel frattempo, sta assistendo alla crescita più dinamica della produzione di pellet in Europa.

ASIA E AFRICA

E il resto del mondo? L’uso industriale di pellet per produrre elettricità e calore verdi è in rapida crescita. Il Giappone e la Corea del Sud sono mercati in rapida crescita anche per l’uso industriale del pellet. La Cina ha piani molto ambiziosi per espandere la produzione di pellet e utilizzare pellet principalmente da residui agricoli in sostituzione del carbone.
Secondo l’ultimo rapporto statistico di Bioenergy Europe, la Cina è già oggi il più grande produttore di pellet. La riduzione delle emissioni nell’atmosfera delle caldaie a carbone è un fattore importante per questo sviluppo. E anche in Africa la produzione di pellet è improvvisamente giunta all’ordine del giorno e si stanno discutendo vari progetti. Ancora una volta, i residui agricoli potrebbero svolgere un ruolo importante come materia prima per la produzione di pellet. In Africa l’uso del pellet nelle stufe a gas può diventare un’alternativa chiave all’utilizzo di carbone e legna da ardere.


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PROSPETTIVE

Quindi, ci sono solo buone notizie sulle prospettive del pellet? Sfortunatamente non è così.
Campagne di PR coordinate e ben finanziate sembrano essere in corso in tutta Europa per danneggiare l’immagine del pellet. Queste sostengono che le emissioni di CO2 sono superiori a quelle del carbone, trascurando il fatto che la CO2 viene riciclata. Affermano che le foreste vengono distrutte per la produzione del pellet, senza alcuna prova del fatto che ciò avvenga realmente. E insinuano che l’uso di pellet sta inquinando l’aria, trascurando il fatto che le emissioni delle apparecchiature di riscaldamento a pellet sono molto basse. Con la sostituzione dei vecchi dispositivi di riscaldamento approvvigionati a legna, i sistemi di riscaldamento a pellet stanno realmente sostenendo la riduzione dell’inquinamento atmosferico.

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CONCLUSIONI

Il problema della nostra era attuale è che i fatti non contano se le campagne di comunicazione spingono a rivolgere l’attenzione di persone e media verso false informazioni. Gli attori del settore del pellet dovranno unire le forze per raccontare la nostra storia in modo forte e visibile. Le nostre organizzazioni di interesse andranno rafforzate sia a livello nazionale che a livello europeo. Ci auspichiamo infatti che le tendenze positive dell’attuale processo decisionale non si allontanino dalla bioenergia e facciano invece delle pompe di calore, delle auto elettriche e dell’elettricità verde il loro unico obiettivo.


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